In casa, sotto il letto, ho una scatola con tutti i miei ricordi ma mia moglie si lamenta ogni volta che è troppo pesante: così inizio a selezionare e buttare via tutto ciò che nel tempo ha perso significato. Butto vecchi biglietti e depliant, conservo le cartoline dal mare e le lettere. Butto anche i biglietti di imbarco della Moby con cui ho iniziato e concluso il mio viaggio in Corsica a Giugno 2018. E’ stata una bella avventura in solitaria in sella alla mia fedele Vespa PX150, nulla a che vedere a chi attraversa il deserto o gira il mondo, una semplice scampagnata di 8 giorni per cambiare aria. L’idea è di andare in giro, piantare la tenda in posti diversi ogni giorno e fare un giro senza tanti programmi armato solamente della cartina stradale (non sapevo attivare il roaming all’estero). Decido e preparo tutto a Maggio tra la perplessità di chi mi stava intorno, così inizio a fare l’elenco del necessario e ad elaborare/personalizzare la Vespa. Ho un gruppo termico nuovo, un 170 cc della DR con l’affidabilità di un 1.9 diesel aspirato e trovo su internet un signore di Casale Monferrato che si vuole liberare di un portapacchi anteriore e posteriore. Il kit da viaggio è composto da: Tenda 3 posti di mia sorella, sacco a pelo, materasso 1 piazza, borsone cerato da calcio per vestiti e scarpe di ricambio, una valigetta rigida per ricambi e attrezzi d’emergenza. Non so il francese, voglio essere il più possibile preparato ed indipendente, perciò per far spazio a tutto creo un PX monosella con un doppio portapacchi posteriore al posto del passeggero. L’idea non è nuova, avevo già fotografato alcune Vespe PX200 in Liguria con la doppia monosella. La mia idea però, essendo in solitaria, è di usare una sella ammortizzata per me e di montare il sellino a cuscino sganciabile per il passeggero su un portapacchi/portagiornali, come in alcuni vecchi modelli. Il portapacchi in sé costava circa 60 euro da verniciare, così decido di realizzarlo in officina. Utilizzo uno scarto di lamiera da 15 decimi e inizio a fare qualcosa che non avevo mai fatto prima: il battilastra. E’ divertentissimo e anche se il risultato non è perfetto perché ai tempi non avevo molta attrezzatura per la lavorazione della lamiera. Ottengo quello che voglio e mi piace il risultato finale! Il portapacchi o portagiornali è dotato di 3 fori a forma ovoidale per l’aggancio di elastici e corde. Nella pancia sinistra, invece, dentro il vuoto dell’alloggiamento della ruota di scorta ricavo lo spazio per agganciare svitol, olio motore, una pompetta per gonfiare le gomme. Tutta questa customizzazione viene rimossa periodicamente prima della revisione e adesso che scrivo, nel 2024 non ho ancora perso niente per strada. Il viaggio è stato bellissimo, mai avuto problemi di pioggia, anzi, ho surriscaldato il motore fra Ajaccio e Calvi e l’ho poi raffreddato spingendo la Vespa fino ad un’azienda agricola in mezzo al nulla dove mi han prestato una bottiglia d’acqua fresca. Ho conosciuto molti altri motociclisti e condiviso alcuni pezzi di tornanti sul “dito” con un GS 650, che emozione!!!. Una sera ho pure cenato in compagnia, chi l’avrebbe mai detto! Un’esperienza di viaggio semplice e low cost (in tutto mi sembra 550 euro incluso carburante campeggi e cene fuori). Che dire avrei dovuto sperimentarla prima!









